5 consigli per sbloccare la lettura di Tarocchi
- 6 lug
- Tempo di lettura: 7 min
STRATEGIE PER UNA LETTURA FLUIDA DEI TAROCCHI
Ti è mai capitato di trovarti bloccato mentre stai facendo una lettura di Tarocchi? Di non riuscire proprio a collegare una o più carte alla vita del consultante?
A me sì, molte volte. E, sì, mi capita ancora oggi, nonostante pratichi la consultazione professionale di Tarocchi da molti anni.
Sto per condividere con te
le cinque strategie che ho trovato e sperimentato per uscire dall'impasse, gestire la lettura con tranquillità eliminando lo stress da performance e soprattutto fornire al consultante un'esperienza autentica, onesta e fluida.
Ti posso garantire che funzionano e che trasformano completamente la lettura di Tarocchi sia per te che per il consultante.
TU DOVE SEI?
Questo è il mio metodo di sblocco preferito, perché, per quanto possiamo domandare e condurre la consultazione, il vero fulcro della relazione tarologica è permettere al consultante di trovare la sua storia nella stesa. Possiamo invitare il consultante a guardare le carte sul tavolo e chiedere:
"In quale carte ti riconosci di più?" oppure: "Tu dove sei in questo tiraggio?"
Ricordo chiaramente una volta in cui una consultante indicò la carta della Giustizia, che era al centro del tiraggio, e quasi urlò: “Io sono qui, perché voglio Giustizia!”

La risposta spostò la consultazione verso questo suo bisogno primario, che era avere giustizia nei confronti di persone che per anni l’avevano trattata male. Abbiamo analizzato insieme cosa significasse per lei “avere giustizia” e cosa avrebbe potuto fare per ottenerla, quanto lei avesse una parte attiva nel dare importanza a quelle persone e come sarebbe stato possibile per lei agire per renderle meno impattanti sulla sua vita quotidiana. Questo sblocco fu la base per creare assieme a lei una storia significativa.
Coinvolgere il consultante nella lettura in modo gentile e rispettoso, con una genuina curiosità e apertura all’ascolto, può essere quella spinta che trasforma una consultazione “normale” in “efficace”.
Attenzione, però, che c’è un rischio: alcuni consultanti possono faticare a riconoscersi nelle carte, semplicemente perché non hanno la capacità di immedesimarsi in un’immagine. Sta a te - e in questo la pratica e l’attitudine relazionale fanno davvero la differenza - avere la delicatezza e la percezione che quel consultante sia adatto a questa tecnica di sblocco. Altrimenti ottieni l’effetto opposto: ti sei auto-lanciato o lanciata un salvagente, e quello ti colpisce in testa.
Ciò detto, riassunto del primo consiglio: chiedi al consultante di intervenire direttamente nell’interpretazione e di raccontarti in quale carta della stesa si riconosce.
UN DETTAGLIO
Il secondo metodo che ti consiglio è molto simile al primo. Di nuovo, si tratta di una tecnica che ti porta a fare affidamento sul consultante e sulla sua disponibilità a mettersi in gioco, quindi va usata con consapevolezza e con la giusta persona.
Io la uso principalmente - e devo dire anche abbastanza spesso! - non solo quando mi blocco, ma anche quando mi sembra che una carta non stia assumendo un significato rilevante nella vicenda del consultante.
Chiedo al consultante di concentrarsi un attimo su quella carta e di dirmi se c’è un dettaglio che ai suoi occhi emerge di più.
Che cosa sto facendo a livello tecnico? Sto chiedendo la partecipazione diretta del consultante e ho fiducia che la sua parte inconscia porti l’occhio su un dettaglio particolarmente significativo. Posso dirti che questa strategia non mi ha mai tradita, e che questa fiducia fa la “magia”. Ti faccio un esempio da una lettura che ho fatto qualche settimana fa.

“Questo Arcano XIII è un po’ ostico, che ne dici? Ti andrebbe di osservarlo con calma e di dirmi quale è il dettaglio che attira più la tua attenzione?”
“Direi l’oro in bocca allo scheletro”
“Che cosa significa per te l’oro?”
“Per me niente. Non ci ho mai dato valore.”
“Quindi non hai niente in bocca? Ti resta qualcosa a cui non dai valore?”
La consultante, che ha un bar in un piccolo paese, riflette e poi conferma: “Questo porta a galla un pensiero che ho spesso ma che non riesco a verbalizzare nemmeno a me stessa. Con il bar macino, macino, macino, come se masticassi sempre, ma non riesco a tenere niente in bocca. Tutto quello che guadagno se ne va via tra i dipendenti e le tasse.”
Anche in questo caso la consultante interviene attivamente e reindirizza la consultazione verso un argomento che per lei è importante nella contingenza che sta affrontando. La domanda era sulle strategie di lavoro, e questo intervento ci porta a discutere sulla possibilità che lei stia facendo movimenti senza un obiettivo specifico (come la falce dell’Arcano XIII che taglia tutto quello che trova senza selezione). Il passo successivo è individuare quali possono essere sforzi remunerativi sui quali concentrarsi - e le altre carte aiutano a rendere la consultazione creativa e significativa.
Il secondo consiglio, quindi, è chiedere al consultante di individuare un elemento che attira la sua attenzione per sbloccare la lettura di una carta che non ti sta dando troppa soddisfazione (o che, magari, non ti sta dicendo proprio niente).
MUOVERE LE CARTE
Se per te le carte sono un messaggio divino, un oracolo, il miglior consiglio possibile per il consultante in quel momento, una frase dell’inconscio del consultante da tradurre e così via, questa e la prossima strategia potrebbero non fare per te, e magari anche ferire la tua sensibilità. Ecco, io lo ho detto, sta a te decidere se vuoi comunque buttarci un orecchio.
A volte, quando sono particolarmente in difficoltà mi metto a muovere le carte.
Intendo proprio fisicamente: muovo le carte in modo che creino diversi gruppo di narrazione.
Le accoppio in maniera diversa in modo da creare frasi e relazioni sempre nuove e originare domande sempre diverse. Non ci hai capito niente, vero?
Provo a farti un esempio pratico.


Muovere le carte sul tavolo e creare gruppi di narrazione diversi o addirittura immagini e disposizioni diverse stimola la creatività tua e del consultante e “muove” la visione iniziale. Si tratta spesso di una strategia sbloccante semplice ed efficace.
AGGIUNGERE UNA CARTA
Un’altra efficace strategia di sblocco della lettura di Tarocchi è aggiungere una carta al tiraggio.
Sì, non sto scherzando. Sei lì, le carte in tavola ti lasciano addosso un grande boh? o la sensazione che manchi qualcosa. Beh, se manca qualcosa… aggiungila! Ti serve solo avere il coraggio di chiedere al consultante di pescare un’altra carta - e, no, non devi nemmeno giustificare perché lo stai facendo.
Puoi semplicemente chiedere: “Potresti pescare un’altra carta e metterla qui?”
Generalmente si tratta di un’azione risolutiva perché amplia le combinazioni, cambia le relazioni in gioco, modifica il disegno iniziale creando nuove disposizioni e geografie, e magari evidenzia anche nuove dicotomie. Una carta in più può essere quella goccia che sposta il baricentro della consultazione in aree di interesse più profondo e puntuale.
DIRE LA VERITA'
Questa è forse la strategia più preziosa, perché è quella che ti permette di instaurare una relazione sana e onesta con il consultante.
I miei allievi dicono spesso che si tratta anche della strategia più difficile da mettere in pratica se sei alle prime armi e la tua poca esperienza ti rende fragile. Esporsi con un’ammissione del genere potrebbe rompere l’equilibrio già delicato del coraggio, della paura e di tutte quelle emozioni che si mescolano dietro una lettura. Per cui, valuta tu se e quando ti senti di provare.
La strategia consiste in questo: se sei bloccato o bloccata in una lettura, condividi il tuo blocco con il consultante.
“Ecco, ora sono bloccata. Non so proprio come proseguire.” Oppure: “Non riesco a farti domande efficaci per creare un significato per questa carta.” O ancora: “Credo che questa carta potrebbe essere risolutiva, ma ancora non riesco a capire come.”
Ciò che ho verificato più volte è che, dopo qualche secondo di silenzio, il consultante fa attivamente qualcosa per creare il significato che manca.
Magari è lui stesso, senza che sia tu a doverlo stimolare attivamente, a muoversi verso la prima e la seconda strategia, ossia a dirti dove si trova nel tiraggio, quale dettaglio delle carte lo attrae di più, che cosa vede in quella carta che lo rimanda alla sua vita.
Questa strategia è ottima non solo perché sblocca la lettura dei Tarocchi quando sei in difficoltà, ma anche perché coinvolge attivamente il consultante, amplifica il suo ruolo nella lettura e lo rende co-creatore ancora più consapevole del significato della stesa.
(BONUS TRACK) A MALI ESTREMI...
A mali estremi, ossia se proprio di quella lettura non riesci a capire nulla, puoi sempre sventolare bandiera bianca. Del resto, si tratta della verità, per quanto magari possa metterti in difficoltà a livello di competenza e immagine di lettore o di lettrice.
Quindi, verificata la disfatta,
puoi proporre al consultante di rimescolare le carte e ripartire daccapo, o magari di sentirvi o vedervi un altro giorno per riprovare.
Devo dire che in tanti anni di pratica professionale questo mi è capitato una sola volta, ma resta sempre un valido strumento nella tua “cassetta degli attrezzi” di lettore o lettrice di Tarocchi.
5 CONSIGLI PER SBLOCCARE LA LETTURA DI TAROCCHI
Una delle cose che forse ho ripetuto di più in questo blog è: la lettura dei Tarocchi ha bisogno di solide basi tecniche.
Questo include saper padroneggiare eventuali blocchi che si presentino durante la lettura. Ti ho appena dato cinque consigli per sbloccare una lettura di Tarocchi: chiedere al consultante se si riconosce in una carta, in un dettaglio, muovere le carte per creare diversi gruppi di narrazione, ammettere di essere bloccato e, alla peggio, ripartire daccapo.
Conoscere, sperimentare, modificare queste strategie sulla base del tuo stile e del consultante o della consultante che ti trovi davanti ti aiuta a trasformare un momento di debolezza, il blocco in lettura, in un punto di forza.
Come imparare a leggere i Tarocchi e acquisire queste finezze? Innanzitutto praticando, osservando la propria tecnica di consultazione e mettendola in discussione alla fine della sessione in modo da trarne spunti di miglioramento - un diario delle letture è estremamente utile per questo. Poi, continuando a formarsi e a sperimentare.
PARLANDO DI FORMAZIONE...
Se hai voglia di imparare a leggere i Tarocchi con la tecnica di lettura orientata al cliente, che ti permetta anche di sperimentare pubblicamente strategie come quelle di cui ti ho appena parlato, settembre partono i corsi BASE e PRO.
BASE ti accompagna da zero alla lettura in 30 ore di corso teorico-pratico.
PRO ti porta da zero a PROfondo, PROfessionale e (se vuoi) PROfessionista, e ti fornisce strumenti efficaci per leggere i Tarocchi in modo consapevole. Ti aspetto in classe!
Il blog ti piace e ne vorresti di più? Iscriviti alla Tarocchi Letter, la newsletter mensile gratuita di Tarocchi Studio. Una riflessione al mese per alimentare lo scambio e la riflessione sui Tarocchi.

Mi chiamo Ilaria Boero e sono insegnante di Tarocchi e consulente tarologica. Tarocchi Studio è scuola di tarocchi e centro di divulgazione. Contattami se vuoi informazioni sui corsi di Tarocchi, sulle consultazioni o sulle attività di divulgazione.


Commenti