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Cartomanzia e Tarologia

3 giorni fa
Tempo di lettura: 7 min

Tempo di lettura: 5 minuti. Contenuto originale creato senza ausilio di IA.

In centro il titolo dell'articolo: "Cartomanzia e Tarologia". Ai lati: carte dei Tarocchi sparse sul tavolo

Lettori di Tarocchi ce ne sono? Tanti. Tantissimi, direi! Avrai sentito dire che alcuni si definiscono cartomanti, altri tarologi.

Che differenza c’è tra cartomanzia e tarologia?

In questo articolo:

  • ti spiego cosa si intende per cartomanzia e tarologia;

  • butto l’occhio oltre la siepe per capire come è possibile leggere i Tarocchi al di là delle definizioni.


Cartomanzia e Tarologia: facciamo chiarezza

Iniziamo dalla più antica, radicata e comune tra le due figure, ossia quella del cartomante.

Parto proprio dal livello etimologico: cartomanzia è il composto di carta e manzia, e questo suffisso indica specificamente l’arte di predire il futuro. Quindi

cartomante è una persona che prevede del futuro tramite le carte da gioco

- qualsiasi mazzo, in effetti, anche se in questa puntata l’attenzione è sui Tarocchi.

Dall’altra parte c’è la tarologia, nata dal genio di Alejandro Jodorowsky all’inizio del 2000. Anche la parola tarologia è un composto, in questo caso di tarot e logos. Logos è una parola greca molto complessa, che in soldoni e in modo molto semplificato indica il discorso. La taro-logia sarebbe quindi il discorso sui Tarocchi.

Il tarologo è quella persona che intavola un discorso (presumibilmente con il consultante) sulle carte dei Tarocchi.

L’etimologia ti accompagna già a individuare la differenza tra queste due figure: una usa i Tarocchi come strumento dotato del potere di entrare tra le maglie del tempo e manifestare il futuro; l’altra li usa come base di un discorso.

La previsione del futuro diventa lo spartiacque che distingue il cartomante e il tarologo.

Almeno sulla carta. Questa cosa non è sempre rispettata: assisto spesso a letture fatte da tarologi che comunque buttano lì anche una previsione più o meno esplicita. Di sicuro, il tentativo di creare una distinzione c’è, anche se poi, non esistendo una regolamentazione di chi legge i Tarocchi, la realtà è che ognuno fa un po’ quello che gli pare.


Il primo intento di questa puntata è fare chiarezza e, soprattutto se sei un lettore, chiederti di essere chiaro con te stesso o te stessa anche a supporto del consultante che ti sceglie.

Se sei un lettore o una lettrice l’invito è a indagare se vuoi o meno predire il futuro. Se lo vuoi fare, la definizione corretta del tuo lavoro è cartomante. Se non vuoi, allora puoi definirti tarologo o tarologa.

Se sei un consultante, invece, adesso sai che quando scegli un tarologo stai scegliendo un professionista che per definizione non si spingerà oltre l’analisi del presente e, al massimo ti accompagnerà a gestire il presente in modo che diventi il preambolo del futuro che desideri. Se invece quello che vuoi è una lettura del futuro, il cartomante è la figura che fa per te.


Oltre le definizioni

In questa seconda parte cerco di indagare se ci sia qualcosa di importante che va oltre queste definizioni e come leggere i Tarocchi senza la discriminazione del futuro. Sto per arrampicarmi nel difficile? Sì. Ma ti prometto che cercherò di farlo nel modo più semplice possibile.


Tutto nasce da qui: quando ho iniziato a praticare, a livello amatoriale prima e come professionista dopo,

per me era molto importante definirmi tarologa.

Mi dava un senso di elevazione, mi distaccava dallo stereotipo del cartomante, nel quale non mi riconoscevo per niente. A un certo punto però questa definizione ha perso importanza. Non perché io abbia iniziato a leggere il futuro - su questo resto inamovibile, come ti ho raccontato spesso. Tarologa sono e tarologa rimango. Ma quando mi chiedono che lavoro faccio, ho iniziato a dire che insegno e leggo i Tarocchi. Semplicemente. Perché? Perché ho iniziato a capire che

la definizione non fa il lettore di Tarocchi.

Mi spiego meglio: il fatto che io mi definisca cartomante o tarologa racconta solo il mio rapporto con il futuro. E tutto il resto?


Quando inizio un percorso con un nuovo allievo o con una nuova allieva della scuola di Tarocchi Studio, quello su cui lo invito a puntare l’attenzione è questo fantomatico resto. L’invito che gli o le faccio è porsi queste domande:

Come desideri muoverti nella gestione del triangolo tu-tarocchi-consultante?

Quale relazione instauri?

Che risultato vuoi ottenere davvero?

Perché e per chi leggi i Tarocchi?


Ecco, se credo che il rapporto con il futuro abbia una funzione primaria, credo che ci sia questo resto che merita la tua attenzione di lettore. Un resto che unisce in ugual modo sia chi si definisce cartomante che tarologo. Un resto che potrei riassumere in un’unica domanda, ancora più semplice di quelle che ho appena elencato:

quale è la tua intenzione?

Con intenzione intendo il risultato che vuoi ottenere per te e per il consultante. Ecco, credo che questo sia proprio un nodo importantissimo, perché avere intenzioni chiare, significa che ti puoi costruire come lettore consapevole. E solo quando le tue intenzioni sono chiare puoi costruire una pratica consapevole.


Lo sapevi, vero, che sarei arrivata alla pratica? Mica pensavi che mi sarei accontentata dell’intenzione?

Sì, perché l’intenzione serve a poco se non la metti a servizio della tua pratica con il consultante. E la cosa bella è che pure la tua pratica la puoi mettere a servizio dell’intenzione, in un ciclo che a confronto la Ruota di Fortuna mi fa un baffo.

Cerco di spiegarti meglio cosa intendo.

Quando hai un’intenzione, puoi provare a metterla in pratica. Non so: la tua intenzione è che il consultante porti a casa qualcosa. Come ci riesci? Beh, pratichi e provi. E ogni volta che finisce una consultazione ti chiedi: quello che ho fatto è in linea con le mie intenzioni? Il consultante ha portato a casa qualcosa? E non solo: le reazioni che ho osservato nel consultante sono quelle che vorrei generare? Dove ho fatto bene e come posso replicarlo? Dove ho sbagliato e come posso migliorarmi?


Costruire la tua intenzione

A questo punto immagino che sarai gasatissimo o gasatissima all’idea di lavorare sulla tua intenzione.

Da dove iniziare?

Ti indico tre strade che si integrano a vicenda:

  1. La prima è la domanda che faccio ai miei allievi: Perché e per chi leggi i Tarocchi? Ti consiglio di rispondere in modo molto sincero, che tanto quello che rispondi non ti definisce e potrebbe cambiare nel tempo.

  2. Ti consiglio di costruirti una mappa etica, che diventa un po’ il territorio in cui ti puoi muovere per rispettare la tua intenzione. Per farlo, puoi chiedere ai lettori di Tarocchi che conosci che princìpi hanno. Molti pubblicano la loro mappa etica sul loro sito o la condividono con i loro consultanti in qualche modo. Se non conosci nessuno, puoi consultare il Global Code of Ethics, a cui molti di noi si ispirano per creare un codice di lavoro etico.

  3. E come terza strada, osserva quello che succede mentre leggi i Tarocchi. Osserva in due direzioni.

    La prima è quello che tu senti mentre leggi. Ogni volta che senti una forzatura, lì c’è un percorso che non stai seguendo a cuor leggero. E allora le opzioni sono due: o trovi il modo per seguirlo in modo leggero e per farlo combaciare alle tue intenzioni, oppure quel sentiero fa parte di quelli che faresti bene a non prendere. Per me, ad esempio, i sentieri non percorribili sono le domande sulla salute oppure su terzi non presenti in consultazione (domande come “Lui mi tradisce?”, per intenderci). Invece ho lavorato per cambiare il mio rapporto con il futuro, perché ho messo a punto una tecnica che è rispettosa della libertà altrui e si sposa con la mia intenzione. A proposito, il 31 ottobre c’è la masterclass online per imparare questa tecnica. Ma torniamo a noi: quali sono per te i terreni che creano forzature e che non ami percorrere?

    La seconda direzione in cui ti invito a osservare è quello che succede nel consultante mentre gli leggi i Tarocchi. Prova paura per quello che stai dicendo? È pieno di speranza per qualcosa che gli hai predetto? Sta facendo fatica a gestire un verdetto difficile? Esce dalla consultazione con un consiglio?

    Quanto quello che succede nel consultante rispetta la tua intenzione? Come puoi modificare quello che diverge, in modo che intenzione e pratica siano armoniosi e integri?


Percorse queste tre strade, hai la mappa, hai l’intenzione e hai pure la pratica.

Ora hai il coraggio di dire “no” alla richiesta del consultante e praticare in modo che la tua lettura sia etica e corretta per te e per lui (anche se magari lui al momento non è proprio d’accordo)?


Cartomanzia & Tarologia

Tiro le fila di questo articolo.

La differenza tra cartomanzia e tarologia è di base l’atteggiamento sul futuro: il cartomante legge il futuro, il tarologo no.

C’è però qualcosa che va oltre questa definizione e che identifica il lettore di Tarocchi in modo a mio parere qualitativo, ed è:

  • l’intenzione che ha nei confronti della lettura dei Tarocchi e del consultante e

  • il modo la sua pratica rispecchia la sua intenzione.


Quando leggi i Tarocchi, sia che tu sia dal lato della cartomanzia sia da quello della tarologia, puoi costruirti una mappa etica e cercare di rispettarla con la pratica. Per farlo ci sono domande, mappe etiche pre-esistenti che possono ispirarti, e la vigilanza costante sul tuo lavoro perché la tua pratica sia l’espressione armoniosa di quello che oggi reputi responsabile per te e per chi a te si affida per una lettura.



Il 31 ottobre 2026 ti aspetto alla masterclass Leggi il futuro responsabilmente. Scoprirai come il metodo del coaching possa trasformare la lettura del futuro in una pratica responsabile, e come la richiesta passiva del cliente possa trasformarsi in una restituzione di potere da parte del lettore. In particolare, ti fornirò due strumenti ganzissimi che potrebbero portare anche te a pensare che, alla fine, questa questione di tarologi e cartomanti non è poi così importante quando leggi i tarocchi con intenzione e con i giusti strumenti.



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Ilaria Boero, insegnante e lettrice di Tarocchi, sorride.

Mi chiamo Ilaria Boero e sono insegnante e lettrice di Tarocchi. Tarocchi Studio è la mia scuola di Tarocchi e centro di divulgazione. Contattami se vuoi informazioni sui corsi di Tarocchi.


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