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Tarocchi e potere

  • 19 giu
  • Tempo di lettura: 9 min
La Giustizia dei Tarocchi di Marsiglia in primo piano accanto al titolo dell'articolo: "Tarocchi e potere"

Questo articolo è scritto da Ilaria Boero senza uso di Intelligenza Artificiale. Tempo di lettura: 5 minuti.


Tarocchi e potere in che senso? Nel senso che con i Tarocchi acquisto potere? Che posso usare i Tarocchi per rientrare in contatto con il mio potere personale? 

Eh, ni. Nel senso: anche questo. In questo articolo metto una lente sul discorso su Tarocchi e potere per renderlo un po’ più ampio.


Facciamo ordine. In questo articolo ti parlerò: 

  • del fatto che con i Tarocchi in mano, che tu lo voglia o no, hai un potere

  • di quello che la carta della Giustizia può raccontare sul potere

  • di quello che tu lettore puoi dare del tuo potere;

  • e di quello che tu consultante puoi prendere per il tuo.  

Spada e bilancia in mano e si parte!


TAROCCHI: UNO STRUMENTO DI POTERE

Che tu lo voglia o no,

il fatto che tu sappia leggere i Tarocchi ti rende esperto o esperta:

tu hai una conoscenza che il consultante non ha. 

Che non significa che tu sia il guru o la guru della fisica quantistica. Significa che gli anni di studio e lavoro ti hanno dato una competenza che chi si affida a te per una lettura spesso non ha. Un po’ come l’idraulico: viene a casa tua e capisce i lavori da fare che tu, se non sei del mestiere, non capisci. 

Avere una conoscenza che il tuo cliente non ha, che tu lo voglia o no, ti dà un primo potere: il cliente che ti sceglie si fida. Ha scelto proprio te per gestire quel problema, quel blocco, quella scelta che in qualche modo sta influenzando la sua vita - un po’ come tu, dopo parolacce e improperi, hai scelto quell’idraulico per cambiarti la caldaia rotta. 

Quindi, primo potere: la tua competenza che si confronta con il fatto che il cliente, probabilmente, non capisce niente o capisce molto poco di Tarocchi.


Nel caso dei Tarocchi, poi, la cosa si amplifica perché i Tarocchi sono ammantati da un’aura molto particolare. Spesso i consultanti mi contattano per sapere cosa la compagna prova per lui, se il marito la tradisce con la segretaria, se troverà il lavoro della sua vita. Se mi leggi da un po’ probabilmente hai capito che non prendo in carico queste domande, ma non te lo sto raccontando per fare un punto della mia etica - non per il momento, almeno. Il punto è confermare che ai Tarocchi viene attribuita una caratteristica oracolare: i Tarocchi “sanno” cose che tu non sai, e il lettore di Tarocchi, in questo caso, è il tramite tra l’onniscienza dei Tarocchi e il tuo desiderio di ottenere quella conoscenza che, altrimenti, ti è preclusa. 

Credo che tutto il concetto rischi di rimanere astratto, e per portarlo più a terra  provo a raccontarti la sensazione che avevo alla prima lettura, che mi fu proprio fatta al primo corso di lettura di cui ti ho raccontato nell'articolo precedente. La mia domanda era sul lavoro, ma quello che desideravo davvero era che mi venisse svelata chissà quale verità sulla relazione che stavo vivendo. O per lo meno mi aspettavo quello squarcio di comprensione che mi avrebbe cambiato la vita, rendendomi una persona completamente nuova. Se te lo sto raccontando e se me lo ricordo ancora, è perché a questa aspettativa seguì una bella delusione: l’insegnante mi lasciò un consiglio, che giustamente era legato al lavoro sul quale avevo fatto la domanda. Consiglio con cui, tra l’altro, manco ero d’accordo, per cui doppia delusione, ma questa è un’altra storia e te la racconterò un’altra volta. Nessuna parola sulla relazione (giustamente, direi io ora, ma allora ero anche delusa da quella che percepivo come una mancanza di attenzione e capacità del mio insegnante) e nessuna rivelazione. 

Chissà se ti riconosci almeno in qualcuna di queste sensazioni. 

Se te le sto raccontando è per condividere che anche per me, all’inizio, i Tarocchi erano uno strumento magico, ammantato dall’altissimo potenziale di svelare cose che io non conoscevo. E la persona che li sapeva leggere aveva un grande potere, un grande peso e una grande credibilità ai miei occhi, appunto perché si sapeva interfacciare con questo portentoso strumento.  

Riassumo il secondo potere:

molti attribuiscono al lettore o alla lettrice di Tarocchi la capacità di mediare uno strumento “magico”, dotato di una consapevolezza “superiore”, fuori dalla loro portata.

E questo è un grande potere, perché la parola del lettore emerge da uno strumento magico, supercosciente, onnisciente e chi più ne ha più ne metta, e per questo ha un peso particolare per chi la ascolta. 


Tutto questo per riportare quella che penso sia una questione oggettiva: 

hai un mazzo in mano e questo significa che hai potere in mano. 

La domanda è: che cosa  vuoi fare di questo potere? 

LA PAROLA ALLA GIUSTIZIA

Carta della Giustizia dei Tarocchi di Marsiglia di Tarocchi Studio

Nei Tarocchi di Marsiglia la Giustizia ha una grande spada e una grande bilancia. 

Esotericamente la spada rappresenta il mentale - secondo una certa corrente esoterica, perché non tutti sono d’accordo su questo punto, ma questo è un argomento che tratterò in altra sede. Se però usciamo dalla visione esoterica, la spada è e resta un simbolo di potere. Se ho una spada, magari quella più grande del mazzo, posso difendermi, attaccare e dominare chi non è armato. 

E che fa la Giustizia? Difende? Attacca? Domina?

Quello che si vede è che tiene la spada in verticale. In questo modo, quello che soggettivamente interpreto è che l’arma diventi innocua per gli altri. Sempre potenzialmente pericolosa, ma innocua. 

E poi, la donna ha in mano una bilancia, che ricorda l’azione di soppesare. 

Cosa soppesa? 

Cito Conosci te stesso con i Tarocchi. Cosa è Conosci te stesso con i Tarocchi? È il mio primo libro, edito da OM Edizioni, nel quale ti accompagno a scoprire gli Arcani Maggiori e a liberarne il potenziale introspettivo e domandante. Lo trovi in tutte le migliori librerie online e fisiche, ma torniamo alla Giustizia e alla bilancia! 


Un primo invito sarebbe quello di porsi domande circa gli effetti delle nostre azioni, delle nostre parole e dei nostri pensieri. (...) Dopo il Papa, l’Innamorato e il Carro, nella Giustizia assistiamo a un un ritorno alla solitudine: vi troviamo rappresentato, infatti, un solo essere vivente. (...) La presenza della bilancia, però, aiuta a ipotizzare che questa solitudine sia qualitativamente differente da quella delle prime sette carte: infatti, la sua pratica comporta anche un’azione verso l’esterno, verso gli altri. Un costruire se stessi in relazione allo stare al mondo in mezzo ad altri esseri umani. (...) la bilancia risuonerebbe come simbolo di responsabilità, elemento che aiuterebbe a equilibrare il grande potere rappresentato dalla spada. Etimologicamente, la parola responsabilità significa abilità a rispondere, non tanto alle parole che ci vengono rivolte, ma alla vita stessa e alle situazioni che ci pone da affrontare.


Quindi soppesare per comprendere l’effetto che le nostre azioni hanno sugli altri. Soppesare per capire come il nostro potere può essere “messo in verticale”, ossia gestito in modo che diventi, per quanto ci è possibile, equilibrato, innocente e responsabile. 

Andiamo a scoprire come questo può essere connesso con il potere che abbiamo in mano quando usiamo i Tarocchi. 


POTERI ALL’ESTREMO

Sto per parlare per estremi. Cercherò di presentarti i due lati della medaglia che ho incontrato durante tanti anni di lavoro e frequentazione di lettori di Tarocchi. 


Estremo 1: hai potere, lo sai, e lo vuoi tenere. Il tuo compito è di mediatore consapevole tra i Tarocchi e il consultante. Mantenere tutto il potere in consultazione ti permette di trasmettere l’esatto messaggio al consultante. Lo fai per il suo bene, perché la debolezza e l’incertezza che lo portano da te si dissolva grazie al tuo lavoro e alla tua competenza di tarologo o tarologa. 


Estremo 2: il consultante ti attribuisce un potere e tu non lo vuoi. Il tuo compito è fare tutto il possibile per restituirglielo. Dargli strumenti che lo rendano autonomo e consapevole delle proprie potenzialità e del proprio potere. Tu non sei una star: sei una groupie del consultante. Fai il tifo per lui, sei convintissimo che abbia tutte le potenzialità per farcela e che tu e i Tarocchi siate la giusta combo per sbloccarle.


Te lo ho detto: ho lavorato per estremi. 

Lo ho fatto con l’intento di accompagnarti a conoscere la tua posizione nell’argomento “Tarocchi e potere”. La tua posizione sarà probabilmente una sfumatura che si trova in un qualche punto tra queste due. 

E se non riesci a individuarla subito perché non ti eri mai chiesto o chiesta dove ti trovi a livello di potere, ti lascio qualche domanda di orientamento per Tarocchi e potere: io ho potere quando leggo i Tarocchi? Che tipo di potere? Voglio tenerlo? Mi sento bene con il potere che ho? E poi: il consultante ha potere durante la consultazione? Che tipo di potere? Ci sta bene in quella posizione?  


Se riesci a trovare la tua posizione rispetto al potere, tienila stretta. È l’espressione del tarologo o della tarologa che sei oggi ed è una delle tappe del tuo percorso nei Tarocchi. Almeno per quanto posso capirci io, conoscerla è importante, perché

quando la conosci puoi chiederti se è in armonia con la tua natura e la tua intenzione di lettore o lettrice.

Se lo è: ottimo lavoro, continua così. Se non lo è, beh, hai tutto il diritto - e, oserei dire, il potere - di cambiarla. 


TAROCCHI E POTERE

Che cosa ne penso io? 

Se da un lato rispetto tutti i punti di vista e i punti di evoluzione, e, anzi, credo che abbiano tutti ragione di esistere, se praticati con integrità e responsabilità, non ho mai nascosto di avere una mia posizione molto netta. 

Mi trovo con tutti e due i piedi nel secondo estremo che ti ho raccontato, quello della groupie del consultante che il potere lo schiva come un bolide in un campo da Quidditch, se mi consenti la deriva nerd. In questo abbraccio completamente la definizione che Valentina Ferraro dà di “tarologia” nel podcast che è “Le carte parlanti” (se non lo hai ancora ascoltato, beh, ti consiglio di farlo, ma tipo ora!):

il tarologo ha il potere di restituire potere. 

Ho cambiato idea tantissime volte in questo percorso - del resto, se l’avessi azzeccata da subito non sarebbe stato un percorso! Di sicuro nel leggere il blog dall'inizio ti sarai accorto o accorta che sono cambiata io e che a volte sono cambiate anche le idee che qui condivido con te. L’immagine che ho adesso è di me con un mazzo di Tarocchi in una mano e nell’altra una bella cassetta degli strumenti di quelle pienissime di qualsiasi attrezzo-super-dettagliato

-adatto-proprio-per-quella-specifica-cosa. Tu arrivi con il tuo problema, ci lavoriamo insieme con le carte dei Tarocchi e poi ti passo l’attrezzo che penso sia il più azzeccato e, cosa più importante, te lo do in mano e tu provi subito a usarlo (nonostante sia una che adora la teoria, alla fine penso che la pratica sia davvero importante. Mi sa che un paio di volte te lo devo anche aver ripetuto!). Non mi aspetto che tu impari subito, ma intanto hai provato a usarlo. E l’attrezzo non me lo porto via: te lo lascio, e se vuoi lo puoi riutilizzare la prossima volta che ne hai bisogno. 

Io sono felice, perché ho fatto il mio lavoro proprio nel modo in cui amo farlo. Tu potresti essere felice, perché hai un attrezzo, un po’ di potere personale in più, e magari anche un po’ di autostima in più. E magari capisci anche che in me hai una base di appoggio solida che non ti risolve il problema, ma ti accompagna a risolverlo da solo o da sola, così la prossima volta non dipendi da me. Trovi sempre supporto, se ne senti il bisogno e ti conforta, ma non dipendi da me. 

Chiudo il cerchio con le domande con cui ho aperto l’episodio: 

Tarocchi e potere in che senso? Nel senso che con i Tarocchi acquisto potere? Che posso usare i Tarocchi per rientrare in contatto con il mio potere personale?

Ti ho detto che ho rispetto per tutti i punti di vista, perché li capisco e ne capisco la funzione nei confronti dei consultanti. Se operiamo nel modo in cui operiamo, è perché lì fuori ci sono dei consultanti che hanno bisogno di noi proprio come siamo. Per come lo intendo io, tarocchi e potere significa:

i Tarocchi sono uno strumento di un potere ben usato quando riportano il consultante in contatto con il proprio potere personale.

Quando tu, consultante, durante una consultazione ricordi che hai potere, che hai un ruolo negli avvenimenti della tua vita e che hai sempre la possibilità di cambiare qualcosa per migliorarla, fosse anche e solo il punto di vista dal quale la guardi. E perché i Tarocchi “facciano” questo, ci vuole un lettore consapevole e allineato al suo intento. 


Tarocchi Studio è la tua scuola di Tarocchi. Che tu scelga il percorso individuale o i corsi di gruppo che partono a settembre, scopriremo le tue potenzialità e lavoreremo per farle emergere, in modo che siano i tuoi punti di forza nella lettura e nella relazione con il cliente. E, ci puoi scommettere, lavoreremo soprattutto sulla tua intenzione per creare uno stile di lettura che sia coerente con quello che vuoi dare al cliente. Il percorso è da zero alla lettura base fino alla lettura professionale.

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Ilaria Boero, insegnante di Tarocchi e tarologa professionista, mentre fa una faccia buffa

Mi chiamo Ilaria Boero e sono insegnante e divulgatrice di Tarocchi. Tarocchi Studio è la mia scuola di Tarocchi e centro di divulgazione. Contattami se vuoi informazioni sui corsi di Tarocchi.


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