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3 domande frequenti che ricevo sui Tarocchi

  • 4 giu
  • Tempo di lettura: 7 min
Ilaria Boero accanto al titolo dell'articolo "3 domande frequenti che ricevo sui Tarocchi"

Negli ultimi sei anni di lavoro a Tarocchi Studio ho avuto l'occasione di confrontarmi con tantissimi appassionati, studiosi, curiosi dei Tarocchi. In questo articolo ho raccolto le tre domande più ricorrenti e significative che ho ricevuto e, ovviamente, le risposte che ho formulato nel tempo. Parleremo di tre temi "caldi" della mia scuola: imparare a leggere i Tarocchi, quanta formazione fare e che risultati aspettarsi da una lettura.


IMPARARE A LEGGERE I TAROCCHI

“Ho studiato ma non so leggere i Tarocchi. Come posso imparare?”

Questa è la più frequente delle tre domande frequenti che ricevo sui Tarocchi. L’ultimo a farmela è stato Marco, che mi ha contattata alla scuola di Tarocchi Studio per iniziare il corso di lettura base. 

La storia di Marco è ricorrente:

ha studiato, studiato e studiato, magari anche in scuole accreditate, ha letto molti libri, conosce una buona serie di significati di tutti e settantotto gli arcani, eppure non riesce a leggere i Tarocchi. 

E capisco bene quello che sta passando. Da un lato perché, quando approccio qualcosa di nuovo, sento che devo studiare. Ho questa convinzione che se leggo tutto lo scibile umano su un certo argomento, allora ne divento esperta. Insomma: quando mi appassiono a qualcosa, per me il livello nerd è proprio il minimo sindacale!

Quando ho iniziato nel 2006, mi sono comprata tutti i libri che trovavo. All’epoca la cosa era da un lato più difficile perché le librerie nelle quali comprare certi testi erano poche, ma dall’altro l’impresa era più facile perché i libri in circolazione erano molto meno di adesso e li potevi leggere anche tutti. Cosa che mi sono impegnata a fare. Ho mescolato autori diversi, mazzi diversi, e alla fine avevo una bella infarinatura e tanta confusione - perché gli autori si contraddicevano spesso. E nonostante le (poche) certezze che avevo racimolato, quando facevo una domanda e mi mettevo davanti due o tre carte dei Tarocchi la sensazione più comune era quella di un grande spaesamento. Insomma: non ci capivo niente! 

La cosa non cambiò quando iniziai ad assistere alle letture di altri. Il mio primo corso di Lettura di Tarocchi fu un weekend a Milano in cui Philippe Camoin lesse le carte a oltre 60 allievi. Arrivai a casa tutta convinta di aver finalmente craccato il codice, ma quando cercai di fare una lettura al mio allora compagno mi trovai senza parole. 

Quale è il segreto, allora? Come puoi imparare a leggere i Tarocchi?

Credo di avertelo già ripetuto almeno un paio di volte… il segreto è: pratica

Leggere i Tarocchi non è diverso da imparare a suonare uno strumento.

Puoi studiare tutta la teoria che c’è - dall’armonia al solfeggio a quello che serve per avere una buona base teorica - e puoi anche osservare e ascoltare per anni musicisti che praticano. E dopo tutta questa fatica, non avrai imparato a suonare. Per imparare a suonare devi dedicarti alla pratica - e anche con una certa costanza. Se sei un comune mortale, all’inizio è possibile che il suono che produci non sia proprio da orchestra del Maggio Musicale Fiorentino. Poi inizi a essere un pochino più decente, finché un giorno suoni qualcosa e dici: “Ok, dai, ci siamo”. 

Ecco, con i Tarocchi è la stessa cosa. 

Senza la pratica è molto difficile che tu riesca a portarti a un livello anche solo decente. Questo lo ho ben chiaro perché, come ti raccontavo, ci ho sbattuto il naso direttamente. Per questo, alla scuola di Tarocchi Studio accompagno gli allievi a fare subito tanta pratica diretta nell’ambiente protetto della classe, e poi ho creato per loro una palestra gratuita di due ore al mese in cui possono scambiarsi letture con la mia presenza a sostegno di eventuali intoppi o incertezze. 

Per cui, se stai studiando seriamente e ancora non riesci a praticare, ti invito a un gesto di coraggio: chiudi i libri, prendi il mazzo, trova una cavia paziente e comprensiva e inizia a leggere i Tarocchi


TROPPA PREPARAZIONE

“Ciao Ilaria, ho visto il tuo programma PRO. Ma non è troppa preparazione? Alla fine voglio solo leggere i Tarocchi!”

Questo me lo scrive Daria, e ho scelto questa domanda per il concetto di “troppa preparazione”. 

In realtà un racconto molto frequente che mi ritorna quando faccio i colloqui con gli allievi della scuola ha proprio questo argomento: “Ho contattato tot scuole e ho capito che ci vogliono almeno due anni per imparare a leggere i Tarocchi. Non sono sicura che i Tarocchi siano la mia strada e volevo capire se esiste un percorso più leggero.” 

Mi rendo conto che sono coinvolta direttamente in questa domanda, e farò del mio meglio per restare il più possibile neutrale. 

Penso che per imparare a leggere i Tarocchi servano due elementi + uno, ossia:

  1. Conoscere i Tarocchi e aver attribuito alle loro immagini una determinata varietà di significati più o meno mobili. Mi spiego meglio: alcuni lavoreranno con le parole chiave; altri, come me, useranno i Tarocchi come fonte di domande; ci sarà chi usa significati intuitivi… Buttaci il significato o il disegno che vuoi, ma queste immagini in qualche modo devono parlare, e lo devono fare in modo coerente, sennò è difficile (non impossibile, eh, ma difficile!) muoversi in modo agevole, soprattutto all’inizio. 

  2. Una tecnica di lettura. E qui va benissimo tutto: ottica, intuitiva, con sistemi guidati come la croce celtica, con tre carte dritte… davvero non importa. Scegli una tecnica di lettura che ti fa sentire a tuo agio, e ricordati anche che la puoi cambiare se a un certo punto ti sta stretta! L’importante è che tu normalizzi il caos che le carte estratte casualmente possono rappresentare per la tua mente. 

  3. Il +1 a cui facevo riferimento è la pratica (mi sembra di avertene parlato, no?). Per quanto io o l’insegnante di turno ci impegniamo a condividere tutto lo scibile dei Tarocchi e a farti dimostrazioni rocambolesche di come si leggono i Tarocchi, questo terzo elemento dipende solo da te. 


  • Conoscenza dei Tarocchi,

  • Acquisizione di una tecnica di lettura

  • e Pratica

sono tutto quello che ti serve per fare quello che chiedeva Daria, ossia “solo” leggere i Tarocchi.

Alcuni dei miei allievi si fermano alla base (ossia Arcani Maggiori e Lettura) perché quello è il punto a cui vogliono arrivare. Sono preparati per leggere gli Arcani Maggiori dei Tarocchi, e ti posso garantire che molti di loro alla fine dei corsi base sono già molto abili. Non serve niente di più. 

Ciò premesso, non credo che la preparazione dei corsi più articolati sia “troppa”, ma semplicemente “diversa”. 

I percorsi più articolati, e in questo penso di parlare anche a nome di molti colleghi,

allargano il campo e ti permettono di avere competenze molto più vaste, pensate specificamente per te che vuoi leggere i Tarocchi con un alto livello di profondità o professionalità.

Non sono indispensabili, e sono un’opportunità se vuoi aumentare la tua competenza di tarologo o tarologa.

Ogni scuola ha la propria intenzione e visione, e adegua la sua offerta alla strada che vorrebbe tracciare nei Tarocchi. Posso parlare con coscienza di causa solo della struttura di Tarocchi Studio: l’attenzione è di costruire una tarologia orientata al cliente e praticata in modo responsabile. Tutto ciò che va oltre le basi (PRO o il percorso individuale che puoi fare da solo o da sola) è inteso a dare agli allievi strumenti integrativi e potenzianti nella direzione di questo tipo di tarologia. Non “troppo”, ma “di più”. E sta a te decidere quanto ne vuoi.


A proposito: i corsi di gruppo BASE e PRO ripartono il 28 settembre 2026 e la campagna iscrizioni è aperta. Se per te è arrivato il momento di iniziare il cammino nei Tarocchi, scopri tutti i dettagli! 

 

CONSULTI E CONSIGLI

L’ultima domanda di questa puntata, invece, è più tecnica. Me la fa una tarologa di nome Piera: “Cosa posso fare se la consultante non vuole cambiare idea?” 

Questo, Piera, dipende. Dipende da cosa fai tu come lettrice, da che ruolo hai, da come secondo te funzionano i Tarocchi - a questo proposito ti consiglio di andare a rileggere l'articolo "Come funzionano i Tarocchi". Tutte queste variabili influenzano quello che tu senti di poter dare al consultante. 

Mi spiego meglio: se per te i Tarocchi sono una guida, e il loro messaggio è l’espressione di una coscienza superiore che si manifesta per permettere alla consultante di fare la cosa giusta anche al di là di quello che lei immagina come suo  bene, allora la tua funzione sarà quella di consigliare e di fare in modo che il consiglio sia ben recepito. Se questo è il tuo caso, immagino che sia molto frustrante quando la consultante non vuole ascoltare o “disobbedisce”. 

Se tu lavorassi con me con un percorso di coaching, sarei super curiosa di conoscere come trasmetti il consiglio alla consultante, che parole usi, che reazione ha, se hai chiesto un feedback o se pensi di chiederlo. Domande di questo genere potrebbero aiutarti a capire le dinamiche del consiglio e i meccanismi che portano le  persone ad accogliere o meno quello che stai tirando fuori dalle carte per loro. 

E se dare consigli e vederli disattesi continua a generare frustrazione in te e magari manda anche la consultante a casa scontenta, potresti prendere in considerazione di rivedere la teoria di base sui Tarocchi e il tuo metodo, in modo da renderlo più efficace e soddisfacente per te e per il consultante. Conosco una certa scuola che potrebbe aiutarti… 

Scherzi a parte, il tema sollevato da Piera è molto delicato e rientra nelle dinamiche di potere che spesso caratterizzano il gioco dei Tarocchi. Lo approfondiremo nel prossimo articolo del Blog! 


3 DOMANDE FREQUENTI CHE RICEVO SUI TAROCCHI

In questo articolo ho risposto a tre domande frequenti che ricevo sui Tarocchi, che mi hanno dato il via per parlare di pratica, apprendimento e relazione con il consultante. Spero che le risposte ti abbiano dato spunti per riflettere e approfondire. Se anche tu hai delle domande che aspetti? Scrivimi!

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