La relazione con il consultante
- 9 mar
- Tempo di lettura: 5 min
Tempo di lettura: 5 minuti. Tutti i contenuti di Tarocchi Studio sono originali e creati senza l'ausilio di Intelligenza Artificiale.
Il consultante: amore o odio? Come fai a non sbuffare di fronte a certe domande? E come puoi aumentare la sua partecipazione?

Ogni volta che leggi i Tarocchi entri in relazione con il consultante - sì, anche in autolettura, dove tu sei il tuo stesso o la tua stessa consultante. E non si tratta di una relazione qualsiasi, come quella che puoi avere con un amico o un famigliare.
Quella con il consultante è di fatto una relazione di aiuto. Una persona che è animata da un bisogno più o meno urgente vede in te la persona che può accompagnarla a soddisfare quel bisogno. Qualsiasi sia la tua tecnica di lettura e qualsiasi mazzo tu usi, hai probabilmente percepito la delicatezza di questa relazione e hai forse anche sentito un certo livello di responsabilità nel condurla.
In questo articolo ti racconto tre argomenti che ti aiuteranno a gestire la relazione con il consultante in modo più consapevole.
IL GIUDIZIO SUL CONSULTANTE
Quante volte parlando con la signora Pina al mercato rionale o con il tizio che ha attaccato bottone sul treno hai pensato: “Mamma mia, ma non si ascolta? Come fa a dire queste scemenze, ma non si rende conto?”
Non ti è mai successo? Beh, in tal caso ti faccio i miei complimenti più profondi, perché vuol dire che sei in grado di sospendere il giudizio sull’altro. Io ci sto ancora lavorando, a volte con successo e a volte proprio no.
Se anche tu sei umanamente esposto o esposta al giudizio, sappi che quello che può sembrarti naturale con la signora Pina o con il tizio del treno non è il massimo mentre stai leggendo i Tarocchi.
La relazione d’aiuto funziona in modo indirettamente proporzionale al giudizio che ci metti. Ossia:
meno giudichi il consultante e quello che emerge in consultazione, più è probabile che la lettura di Tarocchi vada bene.
Lo so, non è facile. Per arrivarci ci sono molte tecniche diverse. La mia preferita te l’ho anticipata nell’articolo e nel libro I Tarocchi e Viaggio dell’Eroe. Consiste nel pensare che l’altra persona si trova in un processo, proprio come me e te. Come me e te, sta creando la sua strada nel mondo, e come me e te si sta evolvendo. I suoi pensieri e comportamenti di oggi non la definiscono, perché è un “lavoro in corso”.
Questo pensiero ha cambiato la mia relazione con i consultanti, che oggi mi sembrano opere d’arte in costruzione, e chissà che magari io possa dare il mio contributo durante la lettura. E, a dirti la verità, ha anche molto cambiato tutte le mie relazioni, ma questa è un’altra storia, e dovrà essere raccontata un’altra volta (cit.).
Ti invito a non prendere quello che ti dico per oro colato, ma a provare. Che sia questo punto di vista o un qualsiasi altro che ti risuona di più, prova a non giudicare il consultante durante la lettura.
Cambia qualcosa a livello di relazione? Come ti sembra reagisca il tuo cliente? E come ti senti tu mentre gli leggi i Tarocchi?
Perché alla fine quello che conta è che tu trovi il tuo modo per trasformare la relazione in una danza fluida e leggera.
GIUDIZIO SULLA DOMANDA
Il secondo argomento che può supportare una relazione più consapevole con il cliente richiede un’autoanalisi.
Ci sono domande che ti creano una reazione?
Per reazione intendo qualsiasi cosa, dalla gioia infinita, allo sbuffare, alla voglia di buttare via il mazzo di Tarocchi per dedicarti al punto croce.
Io la avevo. C’era una domanda che proprio non riuscivo a buttare giù, che mi faceva scattare i peggiori giudizi sul consultante. Perché? Perché andava a toccare il mio vissuto, il mio giudizio sulla vita, su "come le cose dovevano andare” e su come le persone “si dovessero svegliare”.
Non è un caso che le letture che sono seguite a quella domanda siano state le peggiori della mia carriera. Come potevo affrontare la questione con cuore e orecchie aperte se avevo una carica così ingombrante di giudizio e pregiudizio?
Una delle svolte significative della mia carriera di lettrice di Tarocchi è stata proprio smettere di giudicare la domanda del cliente.
Come? Da un lato l’ottica di processo è applicabile anche qui, perché quella domanda è figlia di una versione transitoria del consultante o della consultante. Perché giudicarla, quindi? E poi, dietro alla domanda c’è un mondo completamente umano, fatto di insicurezze, dolori, bisogni, convinzioni - a volte disfunzionali. Se riesco a vedere questo mondo, la voglia di giudicare la domanda passa subito e resta la curiosità verso la persona e verso la sua vicenda.
Anche in questo caso ti invito a trovare il tuo modo personale per non giudicare la domanda del consultante. Prova e scopri se le cose cambiano, e se la relazione con il consultante prende una piega diversa. E poi ricorda che di questo parleremo al seminario “La relazione con il consultante” che terrò insieme a Tyrone il 28 marzo 2026. Per migliorarti nella relazione con il consultante, qualsiasi siano la tua tecnica e il tuo mazzo.
(Se leggi l'articolo dopo il 28 marzo 2026 clicca lo stesso sul link: ripetiamo il seminario periodicamente)
IMPARA AD ASCOLTAR
Il terzo consiglio che posso darti per migliorare la relazione con i consultanti è:
impara ad ascoltare.
Vuoi per gioco, vuoi per necessità, vuoi per scambio, ho avuto la fortuna di assistere a moltissime letture di Tarocchi. La maggior parte dei lettori ascolta la domanda, mette giù le carte e parla per un’ora. Questo è il paradigma, cioè quello che il consultante si aspetta. Eppure,
penso che la relazione con il consultante sia molto più profonda ed efficace quando rovesci almeno in parte questa modalità e ti fermi ad ascoltare.
Se il mio metodo, che come sai è completamente domandante, non fa per te né per i tuoi clienti perché “fa troppo psicologo” (ma davvero domandare è una cosa che oggi fanno solo gli psicologi?), puoi comunque provare ad “ascoltare” il cliente. Magari non la sua voce, se sei tu a parlare, ma tutto il coacervo di espressioni che emette con il suo corpo, con la sua postura, con le sue espressioni facciali.
Quando ti sembra che ci sia un cambiamento in positivo o in negativo - un gesto di eccitazione, un brillare negli occhi, un irrigidimento, una tensione - puoi provare a chiedere: “tu che cosa ne pensi?”
A volte basta davvero questo poco, questo piccolissimo ascolto, per cambiare radicalmente la relazione con il consultante: rimescola i ruoli, ridistribuisce la responsabilità e dona importanza alla sua storia personale.
LA RELAZIONE CON IL CONSULTANTE (E COME MIGLIORARLA)
Se sei d’accordo che quella con il consultante sia una relazione d’aiuto, questi sono i tre consigli che ti do per gestirla al meglio:
gestisci il tuo giudizio verso il consultante;
gestisci il tuo giudizio verso la domanda;
impara ad ascoltare.
Credo proprio che questi tre consigli ti aiuteranno a migliorare in modo semplice e veloce la tua relazione con il consultante. Tu provali. Poi mi fai sapere come va?
Tarocchi Studio è la tua scuola di Tarocchi. Il mio insegnamento è completamente orientato al cliente. Se vuoi trasformare la tua lettura dei Tarocchi in una pratica responsabile e consapevole vieni a scoprire i corsi.
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Mi chiamo Ilaria Boero e sono insegnante e divulgatrice di Tarocchi. Tarocchi Studio è la mia scuola di Tarocchi e centro di divulgazione. Contattami se vuoi informazioni sui corsi di Tarocchi.





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