Introduzione ai Tarocchi per principianti
Articolo originale, scritto senza uso di IA. Tempo di lettura: 8 minuti circa.

Cosa sono i Tarocchi? A cosa servono? Che cosa significano? Dove e quando sono nati?
Chi, come me, lavora nella mentalità della scuola inizia l’anno a settembre, e allora iniziamo questo nuovo anno con un mini-corso di introduzione ai Tarocchi per principianti.
I Tarocchi
Partiamo dai Tarocchi... perché si fa presto a dire Tarocchi!
Non so se ti sia mai capitato di entrare in un negozio specializzato, e poi magari uscirne con maggior confusione di prima perché tu volevi “solo” un mazzo di Tarocchi e davanti a te si è parata una parete di mazzi diversi. Di Tarocchi ce ne sono tanti. Ed è per questo che ha senso partire da una definizione: che cosa sono esattamente i Tarocchi, e quando si può parlare di Tarocchi?
I Tarocchi sono un mazzo di 78 carte, di cui 22 Trionfi (i cosiddetti Arcani Maggiori) e 56 numerali e carte di corte (i cosiddetti Arcani Minori).
Per intenderci, i 22 Trionfi sono quelle immagini che ti vengono in mente quando dici la parola ”Tarocchi”: l’Impiccato, la Morte, il Matto, il Mago - anche se poi questi nomi variano a seconda della tradizione, come vedrai tra poco.
I 56 Arcani Minori sono divisi in 4 semi: spade, coppe, bastoni e denari. Sono un po’ come le carte regionali con cui si gioca a briscola, per intenderci - e, a dire la verità, sono proprio i nonni delle carte regionali!
Ciascuno dei 4 semi è diviso in 14 carte: 4 carte di corte o onori (ossia valletto, cavalieri, regine e re), 10 carte numerali o valori (le carte dall’I al X).
Quindi se hai un mazzo da 52 o 36 carte non parliamo di Tarocchi. Si tratta di altro.
I Mazzi
Chiarito il canone che rende un mazzo definibile “Tarocchi”, possiamo iniziare a fare distinzioni tra i mazzi più diversi.
Premetto che farò una semplificazione massima, e in questa introduzione ai Tarocchi per principianti nominerò solo i due mazzi più famosi al mondo.
Il primo è il Tarocco di Marsiglia. I primi esemplari storici che abbiamo di questo mazzo risalgono ai primi trent’anni del XVII secolo. Nei Tarocchi di Marsiglia, i 22 Trionfi sono tutti numerati tranne uno (il Matto) e hanno tutti un nome tranne uno (L’Arcano XIII o Arcano Senza Nome).

Il secondo mazzo è il Rider Waite Smith, disegnato e divulgato all’inizio del XX secolo su progetto di Sir Edward Waite e disegni di Pamela Coleman Smith. Queste immagini hanno alcune peculiarità rispetto al marsigliese: tutti i maggiori hanno numero e nome; la Giustizia e la Forza sono invertite rispetto al canone marsigliese (sono rispettivamente il numero XI e VIII), e forse l’elemento maggiormente distintivo è che tutte le immagini sono disegnate con personaggi, scene e paesaggi molto evocativi, ivi inclusi i minori.
Ci sono altri mazzi? Assolutamente sì. Qui su due piedi ti cito i Visconti Sforza, i Crowley, il mazzo di Wirth…
Ecco, questo è il punto da cui ti invito a leggere questo articolo. Immaginatelo un po’ come quei bus che ti fanno vedere i punti più famosi di una città turistica. Se poi mentre osservi dal bus qualcosa ti colpisce particolarmente, quando scendi puoi andare ad esplorare più da vicino. Se quindi vuoi approfondire quanti mazzi ci sono e che storia hanno… la via è aperta!
Cosa sono i Tarocchi
Dunque, abbiamo individuato una struttura che porta un mazzo a poter essere definito “Tarocco”. Abbiamo nominato i mazzi più comuni, e ancora possiamo ampliare che cosa sono i Tarocchi.
Chissà se hai mai sentito dire questa frase un po’ fumosa:
i Tarocchi sono archetipi - o immagini archetipiche.
Che cosa significa?
Anche qui semplifico al massimo: i Tarocchi sono immagini che richiamano concetti e categorie che ci costituiscono come esseri umani. Un esempio: il vecchio saggio, il padre, la madre, la sacerdotessa, il matto… sono immagini che accendono (o che possono accendere) in ciascuno di noi storie e riconoscimenti. E qui entriamo un po’ più nel vivo di cosa sono i Tarocchi - o, meglio, di cosa sono per me i Tarocchi, perché per ognuno hanno proprio una funzione, una valenza, un’aura, un quello-che-vuoi diverso.
I Tarocchi sono un po’ come delle porte che si aprono sull’essere umano,
che puoi essere tu o la persona che ti chiede un consulto. Quelle porte, se le attraversi, ti portano al paesaggio che la tua vita, la cultura in cui sei cresciuto o cresciuta, il modo in cui vedi il mondo hanno disegnato. E la cosa meravigliosa che fanno i Tarocchi è che, portandoti dentro a quel paesaggio, mostrandotelo, ti accompagnano ad accogliere ciò che di quel paesaggio ti piace e ti somiglia, e a cambiare ciò che invece riconosci come estraneo o incongruente.
I Tarocchi sono motori del cambiamento
perché, nella loro semplicità, ti accompagnano a conoscerti, ad accoglierti, a scoprire le tue potenzialità e quelle mille altre cose che magari ti sono venute in mente mentre parlo.
Quindi, riassumendo, cosa sono i Tarocchi?
Sono immagini che parlano di te e ti accompagnano in un cammino di autoconsapevolezza, di trasformazione, di autenticità, di integrità…
Mica male per un gioco di carte, eh?
Da dove vengono i Tarocchi?
In che senso gioco di carte? Mi spiace se quanto sto per raccontarti romperà la magia delle narrazioni arcaiche e moderne che rendono i Tarocchi l’eredità di antiche culture misteriose e affascinanti. Il prossimo passo in questa puntata è raccontarti le ipotesi storiche più accreditate al momento. Ossia:
i Tarocchi sono nati come un gioco.
Alcuni parlano di gioco d’azzardo, altri di gioco educativo, altri di supporto a un gioco narrativo. Quale che fosse la loro funzione, i Tarocchi erano un gioco, e in questa veste erano pieni di immagini evocative, educative, dall’alto valore introspettivo, filosofico, trascendente. Del resto, la loro nascita è attualmente indicata dagli storici attorno al XV secolo nelle corti del nord Italia, si pensa con influenze della cultura rinascimentale fiorentina.
Come siamo passati dal gioco alla previsione del futuro?
Alla fine del 1700 un gruppo di esoteristi francesi colse il grande valore simbolico di queste immagini e iniziò a costruire il ponte che unisce le corti italiane e noi appassionati del 2026. Il ponte, per l'appunto, fu la teorizzazione e la pratica di un sistema divinatorio legato ai Tarocchi che è stato il maggior uso di queste carte fino all'inizio del nuovo millennio.
Con questi studiosi inizia anche la divulgazione di teorie affascinanti ed evocative sull'origine dei Tarocchi: i Tarocchi sono un antico libro egiziano; oppure: nell’anno 1000 i rappresentanti delle principali religioni monoteiste si sono incontrati a Marsiglia e hanno inserito in queste immagini i segreti delle loro religioni; ancora: i Tarocchi sono il libro sacro dei Tibetani; i Tarocchi sono il Vangelo di Maria Maddalena, e via discorrendo. Si tratta di storie accattivanti, seducenti, perfettamente inserite nei tempi e nelle culture che le hanno prodotte e per questo interessanti da scoprire. Ma, purtroppo, non sono la verità.
Se hai voglia di approfondire ne parliamo in classe o puoi approfondire autonomamente.
Cosa significano i Tarocchi?
Ho parlato di struttura del mazzo, citato i mazzi più celebri, ti ho raccontato che cosa potrebbero essere i Tarocchi e ti ho lasciato qualche accenno di storia.
Ultimo argomento di questa lezione introduttiva è: che cosa significano i Tarocchi?
Anche qui semplifico al massimo: credo che, per parlare di vero significato dei Tarocchi ci si debba affidare alle ricerche degli storici sul significato originale delle immagini. Faccio un esempio: leggi il sogno sulla Ruota di Fortuna di Christine de Pizan, la prima scrittrice professionista della storia. Online trovi anche una bellissima lezione del Professor Barbero. Ecco, se il tuo punto di ricerca è la verità dei Tarocchi, credo che quella sia la direzione che potresti battere: scoprire cosa significava quell’immagine per un uomo o una donna del tardo medio-evo o del rinascimento. Quale storia, quale parabola, quale insegnamento accompagnava quell’immagine, e come era inserita nella cultura del tempo.
D’altro canto, ci sono due pilastri che riguardano il significato delle carte: da un lato c’è la tradizione - anche qui, si fa presto a dire tradizione, perché le correnti sono tante e spesso discordi. Nuovamente semplifico al massimo:
la tradizione è l’insieme di significati che, di autore in autore, di studioso in studioso, si sono stratificati e depositati sull’immagine.
Esempio:
il Matto che rappresenta il viaggio, la leggerezza, la follia;
il Mago che rappresenta il lavoro, l’azione, l’inizio, avere tutti gli strumenti;
la Papessa che è la gestazione,
e via dicendo…
Questa tradizione è alla portata di tutti, banalmente acquistando un mazzo e leggendo il libretto che lo accompagna o cercando su internet (trovi anche le videolezioni sul mio canale Youtube).
Se il tuo interesse è per questa parte, cioè il significato tradizionale, lascia che ti dia un consiglio: studiare a memoria il significato dei 78 arcani potrebbe non essere il migliore inizio. Da un lato è un’impresa abbastanza impegnativa, dall’altro ti perdi tutto il bello. Per prendere il bello, invece, cerca di capire: perché il Matto significa "viaggio"? Perché il Mago significa "lavoro" e perché si parla di "Mago"? Questo processo di scoperta delle ragioni che ci sono dietro a un significato è quello che ti serve per acquisire la mole dei significati in modo semplice, perché ragionato, ed è la via per aprirti al secondo pilastro del significato dei Tarocchi.
Pilastro che… sei tu! Sì, perché mentre osservi le immagini archetipiche e ti chiedi, che so, perché mai la Papessa sia associata alla gestazione quando di fatto è una sacerdotessa e dovrebbe essere casta, magari ti cade l’occhio sul fatto che ha un libro e ti viene in mente il romanzo che stai leggendo, e il fatto che quando lo leggi sei in un bozzolo bellissimo che è solo per te, e allora per te la Papessa prende anche il significato di “cura di te”, di “prenderti uno spazio”, di tempo che “non serve a niente, ma che ti nutre e ti rigenera”. E allora tutte le volte che la estrai riesci a fare un respiro, a mettere da parte lo scrolling e a leggere quel capitolo che ti mette in pace con il mondo.
Di cosa sto parlando? Sto parlando del fatto che nei Tarocchi convivono queste due colonne: il significato tradizionale e quello che parla proprio di te, ed entrambi, almeno a mio parere, hanno uguale dignità e importanza e meritano di essere scoperte, perché è in essi che puoi trovare il valore profondo di queste immagini.
Introduzione ai Tarocchi per principianti
I Tarocchi sono un mazzo a struttura canonica di 78 carte: 22 trionfi e 56 tra onori e valori.
La loro origine storica è da collocare nel rinascimento, tra Firenze, le corti viscontee e quelle estensi - anche se ci sono miti alternativi evocativi che vale la pena scoprire per indagare il tempo e la cultura che li hanno prodotti.
Quando parliamo di Tarocchi, possiamo di fatto parlare di immagini archetipiche che hanno sia un significato “tradizionale”, sia un valore soggettivo che li rende specchi per conoscerti, accoglierti e attuare cambiamenti se ne hai bisogno.
E questa è veramente la superficie superficialissima di un mondo immenso e fantastico, di un viaggio dalle mille sfaccettature e potenzialità che spero tu abbia voglia di fare.
E se ti piace l’idea di di appoggiare i tuoi primi passi a una scuola consolidata e ad altissima personalizzazione, a fine settembre iniziano i due corsi distintivi di Tarocchi Studio:
BASE - il corso che ti porta da zero a lettore di Tarocchi - e PRO - il corso che ti porta da zero a PROfondo, PROfessionale, PROfessionista.
Ti aspetto in classe!



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